CONCLUSA LA XIII EDIZIONE DI HANGARTFEST, FESTIVAL DELLE CONNESSIONI, DELL’ACCOGLIENZA E DELLE BUONE PRATICHE

CONCLUSA LA XIII EDIZIONE DI HANGARTFEST, FESTIVAL DELLE CONNESSIONI, DELL’ACCOGLIENZA E DELLE BUONE PRATICHE

Si è conclusa con grande partecipazione di pubblico Volare Controvento, XIII edizione di Hangartfest, festival di danza contemporanea diretto da Antonio Cioffi, promosso da Atelier Danza Hangart e Proartis, con il patrocinio del Comune di Pesaro e la collaborazione di AMAT. Il festival, che si è svolto dal 16 settembre al 2 ottobre 2016, stando alle parole dell’Assessore alla Bellezza Daniele Vimini, condivise dal direttore di AMAT Gilberto Santini, chiude la stagione estiva pesarese, per anticipare la stagione teatrale al Teatro Rossini, dove trova spazio anche la grande danza.

Il programma del festival ha visto succedersi spettacoli, performance, conferenze e residenze creative destinate a coreografi professionisti, scelti tramite il bando Essere Creativo Residency Project, promosso dal festival insieme ad AMAT. I due artisti selezionati sono stati Andrea Gallo Rosso, con il progetto PostProduzione_Duo e Pablo Andres Tapia Leyton, con il progetto Tipologia della resistenza. Ma le residenze non si limitavano a quelle del bando, poiché il festival ha accolto anche Danila Gambettola, con il progetto Two girls e Lara Russo, con il progetto Papelão, che per l’occorrenza ha presentato anche Alluminio#2. A parte quest’ultimo lavoro, tutte le proposte del festival erano in prima regionale. Alcuni artisti erano reduci da festival quali Romaeuropa, la Biennale Danza di Venezia e Torino Danza, per citare solo quelli più blasonati. Il pubblico ha quindi assistito ai lavori di questi coreografi accolti in residenza alla Chiesa della Maddalena e alla Chiesa dell’Annunziata, due luoghi molto suggestivi, appartenenti alla storia della città, allestiti adeguatamente per la danza.

La Conversazione dal titolo La Ballerina cosmica, tra danza sognata e vera danza, tenuta alla Libreria Le Foglie d’Oro da una appassionata Eugenia Casini Ropa, fondatrice della cattedra di storia della danza al DAMS di Bologna, ha affascinato i presenti, per lo più adulti. Sullo stimolo del libro La Ballerina cosmica di Linda Ferri (ed. Salani) la conversazione spaziava tra immaginazione e realtà, aprendo uno sguardo sulla danza e il suo magico potere di incontrare l’armonia dell’universo, anche attraverso la visione di filmati rari di suggestivo valore storico.

Momenti di estasi sono stati toccati alla Chiesa della Maddalena con Soliloquio a due, performance di Francesca Pedullà (concept di Sabrina Marzagalli e della stessa Pedullà), dove l’essenza del gesto e la perfezione delle linee del corpo nudo della danzatrice trovavano ampiamente riscontro nella nota introduttiva del festival, a firma di Antonio Cioffi «Solo alle Arti è consentito varcare i luoghi che furono sacri un tempo e solo ai danzatori è dato ridisegnare le architetture con la forza del gesto, scalfire le superfici delle pietre con le proprie orme. Perfino le sculture possono adombrarsi vicino ai corpi palpitanti di muse e di eroi danzanti».

Ma non sono mancati momenti di leggerezza, nel weekend conclusivo del festival, con un esilarante Quintetto, lavoro pluripremiato in Italia e all’estero, a firma di Marco Chenevier, attore, coreografo e danzatore del Teatro Instabile di Aosta, che ha saputo sorprendere la platea coinvolgendo con intelligenza gli spettatori e rendendoli co-protagonisti della scena.

Infine, la serata che ha chiuso la manifestazione ha dato spazio agli allievi di Atelier Danza Hangart, permettendo loro di esibirsi in una selezione di balletti a firma dei propri insegnanti Ilaria Barzetti, Rosanna Gorgolini, Daniele De Angelis e Andrea Jacopini. Ha suscitato particolare entusiasmo vedere in scena due giovanissime allieve, Aurora Profili e Aurora Giocomini, presentare un brano di stampo contemporaneo creato da loro stesse. Ricorda con orgoglio Antonio Cioffi che proprio così, molti anni prima, esordì Essere Creativo, progetto che dava spazio alla creatività dei giovani e che nel tempo diventò vetrina europea per coreografi emergenti, prima di trasformarsi nell’attuale progetto di accoglienza e residenza per coreografi professionisti condivisa con AMAT.

La proposta formativa del festival è stata quest’anno rinnovata con il laboratorio curato da Frey Faust insieme a Francesca Pedullà, impegnati sul fronte della contact improvisation e della pratica posturale-filosofica dell’Axis Syllabus, pratica della quale Faust è autorevole esponente, oltre ad esserne fondatore.

La XIII edizione di Hangartfest è riuscita così a rinnovare il suo progetto Young Up!, che prese forma nel 2014, condiviso con Atelier Danza Hangart e Proartis, e che fu sostenuto dalla Regione Marche. Si tratta di un progetto integrato, coordinato e inclusivo che ha per obiettivo la promozione della danza sul territorio a 360 gradi, attraverso azioni di formazione, residenza creativa, restituzione e formazione del pubblico. A quest’ultima azione appartiene Explorer, programma specifico di sensibilizzazione dello spettatore alle arti performative, curato da Stefania Zepponi, che ha permesso ad un gruppo di adolescenti di avvicinarsi in modo critico allo spettacolo, assistendo prima al processo creativo degli artisti in residenza, che hanno tutti aderito al programma di sensibilizzazione, poi agli spettacoli e infine, attraverso la scrittura, riportando su carta le proprie impressioni e annotazioni su quanto osservato durante il percorso del programma.

Hangartfest è dunque il festival che riesce a connettere il pubblico con gli artisti, i giovani con i professionisti, i luoghi storici con i cittadini, la bellezza dei corpi danzanti con l’imponenza architettonica delle chiese. Il festival, benché autofinanziato, è impegnato nelle buone pratiche e fa sì che Pesaro diventi Casa degli artisti con i suoi progetti di residenza. Hangartfest, il festival che controvento vola alto.

di Eliana Lamanna

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