ASCANIO CELESTINI IN “DISCORSI ALLA NAZIONE”, SABATO 25 APRILE AL TEATRO ROSSINI DI PESARO, PER TEATROLTRE

In occasione dell’anniversario della liberazione d’Italia torna a teatro sabato 25 aprile al Rossini di Pesaro il narratore per eccellenza Ascanio Celestini, conosciuto dal grande pubblico – oltre che per i suoi spettacoli che hanno fatto il giro di tutto il paese – anche per la sua presenza inconfondibile nei programmi televisivi di Serena Dandini. con Discorsi alla nazione – tappa di TeatrOltre rassegna multidisciplinare di teatro, musica e danza promossa dai Comuni di Pesaro, Urbino, Fano, San Costanzo, San Lorenzo in Campo, Urbania e dall’AMAT e realizzata con il contributo della Regione Marche e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – la sua parola si fa ironica e paradossale, mirata a svelare i meccanismi della storia e di una nazione sempre in crisi di identità.

Ascanio Celestini sarà in scena anche venerdì 24 aprile a Montegranaro all’Auditorium Officina delle Arti con lo spettacolo Racconti / il piccolo paese (Comune di Montegranaro 0734 897932, la sera di spettacolo dalle ore 17 informazioni al n. 335 7591515).

“Cittadini! – scrive Ascanio Celestini note allo spettacolo Discorsi alla nazione – Lasciate che vi chiami cittadini anche se tutti sappiamo che siate sudditi, ma io vi chiamerò cittadini per risparmiarvi un’inutile umiliazione. Il tiranno è chiuso nel palazzo. Non ha nessun bisogno di parlare alla massa. I suoi affari sono lontani dai sudditi, la sua vita è un’altra e non ha quasi nulla in comune con il popolo che si accontenta di vedere la sua faccia stampata sulle monete. Eppure il tiranno si deve mostrare ogni tanto. Deve farsi acclamare soprattutto nei momenti di crisi quando rischia di essere spodestato. Così si affaccia, si sporge dal balcone del palazzo e rischia di diventare un bersaglio. Ho immaginato alcuni aspiranti tiranni che provano ad affascinare il popolo per strappargli il consenso e la legittimazione. Appaiono al balcone e parlano senza nascondere nulla. Parlano come parlerebbero i nostri tiranni democratici se non avessero bisogno di nascondere il dispotismo sotto il costume di scena dello stato democratico.”

“Quella di Celestini è un’affilata analisi del linguaggio politico – afferma il critico Graziano Graziani su “delteatro.it” – quello quotidiano e quello dei personaggi pubblici (sempre infettato di quotidianità, di cori da stadio e chiacchiere da bar, nell’Italia berlusconiana e post-berlusconiana). E il meccanismo che adotta è quello dell’identificazione: esordisce con considerazioni e giudizi che ci trovano d’accordo per poi condurre quelle stesse considerazioni e quegli stessi giudizi, attraverso il luogo comune, verso una spirale xenofoba, liberista, qualunquista o comunque ispirata all’egoismo sociale. Un rispecchiarsi che diventa drammaticamente un rispecchiarsi nel radicalmente “altro da me”, tratteggiando non solo una geografia di valori politici allo sfascio, ma anche una profonda crisi di identità collettiva e individuale”.

Per informazioni e biglietti (10 euro, ridotto 8 euro): Teatro Rossini 0721 387621, AMAT 071 2072439.

Inizio spettacolo ore 21.

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