LA PERSONALE DIVINA COMMEDIA DELLA GENERAZIONE Y

La XI edizione di Hangartfest si apre con un viaggio attraverso l’allestimento d’ispirazione dantesca dei Fratelli Mangiagrigio presso lo Scalone Vanvitelliano – spazio espositivo di Piazza del Monte a Pesaro gestito da Macula Centro internazionale di cultura fotografica. Un pre festival dal titolo accattivante – Tette Katodike + Inferno, Purgatorio, Paradiso (andata e ritorno in versione breve) – che si è rivelato tutt’altro che goliardico. Un lavoro impegnativo, quello proposto dai due fratelli pesaresi, non solo da un punto di vista della sua costruzione e della tematica ma anche per la sua fruizione. Quella che apparentemente sembrava essere una esposizione fotografica dall’allestimento semplice, fotografie in bianco e nero di volti montate su pannelli neri dove a ravvivare i toni erano solamente mucchi di libri agli angoli degli spazi, si è rivelata un turbinio di citazioni, rimandi, collegamenti, persone, fatti, concetti, idee, pensieri, voci, parole e suoni. Complice il cospicuo afflusso di visitatori, la performance dei Fratelli Mangiagrigio che per l’occasione vestono i panni di Dante e raccontano la loro personale divina commedia mentre inondano lo spazio con musiche, jingle, colonne sonore di un passato non troppo lontano, e il suggestivo effetto di verticalità dello Scalone, hanno dato al vernissage l’aspetto di una Babele. Arrivati all’ultimo pianerottolo, spingendosi oltre quella porta solitamente chiusa dove è posizionato uno specchio e fari da molti watt che oltre ad illuminare, riscaldano potentemente, si sente la necessità di ripercorrere ancora una volta l’intero percorso per carpire quelle informazioni che sono sfuggite, per tornare su quel personaggio di cui non si ricorda il nome ma che sembra avere una storia interessante. Nell’intento di raccontare una intera generazione, quella dei nati tra il 1982 al 2004, la Generazione Y, attraverso i personaggi che con le loro azioni, o semplicemente con la loro presenza, hanno contribuito alla costruzione di una identità definita liquida, usando come medium l’autoritratto fotografico in maniera del tutto originale, i Fratelli Mangiagrigio hanno ripercorso un tratto di storia recente e affrontato una tematica sociale che non lascia indifferenti.

(photo by Sanne Verbruggen)

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