INIZIATO HANGARTFEST CON CORPI ALIENI

Si è svolta sabato 6 settembre, presso la sede di via Ponchielli a Pesaro, la prima serata ufficiale della XI edizione di Hangartfest. Incontri silenziosi, ambienti in penombra, sonorità delicate e nostalgiche, parole sussurrate, dialoghi calmi e ironici sono state le proposte degli artisti che hanno animato questo primo appuntamento con il festival della scena indipendente che proseguirà fino al 5 ottobre. Dopo il prefestival a cura dei Fratelli Mangiagrigio (Tette Katodike + Inferno, Purgatorio, Paradiso (andata e ritorno in versione breve) – Scalone Vanvitelliano, piazza del Monte), presenti in programma anche con Memorie di un Moto Perpetuo, racconto in immagini della X edizione di Hangartfest (dal 6 al 30 settembre presso la sede del festival, in Via Ponchielli 87) il vernissage della video-performance del duo italo/americano Curandi Katz dal titolo In preparazione di corpi resistenti accoglie gli spettatori. Due corpi – o parti di esso – in continuo movimento sono proiettati alle pareti opposte di una stanza illuminata solo dal fascio della proiezioni. Una ricerca così personale e un dialogo tra i due così intimo da avere la sensazione di entrare in uno spazio molto privato che impone un silenzio rispettoso.

L’energia dei corpi dei Curandi Katz anticipano le performance del progetto Aliens. Curato da Masako Matsushita, che ha ben centrato l’intento di voler rendere visibili quelle che sono le diversità nel campo della danza contemporanea attraverso interpreti provenienti da diverse parti d’Europa, il progetto si compone di tre lavori dal sapore molto diverso. Aprono la sequenza di performance, ospitate nello spazio Hangart Teatro Off, Elisa Vassena e Benjamin Hooper, lei danzatrice freelance e performer, lui polistrumentista, compositore, ingegnere del suono e produttore. La Sonata in 3 movements è un pezzo della danzatrice freelance e coreografa Cornelia Voglmayr dal carattere ironico che si interroga sulle convenzioni sociali sviluppate attorno ad un concerto di musica classica e alle sue aspettative comportamentali. Volendo capovolgere e sconvolgere queste convenzioni si crea un continuo entrare e uscire dal ruolo di danzatore/musicista per un’osservazione esterna, distaccata dal momento performativo in sé, ma che non si realizza mai completamente. Segue un altro duo, quello di Harriet Parker-Beldeau e Sivan Rubistein con Side by side, ideato e interpretato dalle due danzatrici, entrambe laureate in Danza Contemporanea a Trinity Laban di Londra, che con movimenti semplici e ripetuti creano un ambiente dove lo spazio, il tempo e i corpi sembrano dilatarsi. Un video proiettato sullo sfondo, con immagini girate in spazi aperti e ampi dove le stesse danzano liberamente, contrasta con l’azione presentata e restituisce, almeno in parte, quel paradosso che è insito nella libertà, fonte d’ispirazione del lavoro. La serata non poteva concludersi nel modo migliore se non con il lavoro dello svedese Erik Nevin che ha invitato gli spettatori a sedersi attorno a lui formando un cerchio. La sua presenza imponente e i suoi tratti nordici ha, forse, preoccupato il pubblico sull’esito di quella richiesta. Ma al centro di quel ring il danzatore ha sprigionato una energia tale, quella dalla quale ha origine la sua azione, quel fuoco sul quale si interroga nella sua ricerca sul movimento e che dà il titolo al pezzo – Gathering Fire – regalando momenti di pura ilarità.

La prima giornata di festival si è conclusa con l’immagine di un gruppo di persone sorridenti che sedute in cerchio attendono l’affievolirsi delle luci di scena per lanciare un applauso liberatorio. Domenica sera quelle stesse luci si sono riaccese sugli studenti del Trinity Laban Conservatoire of Music & Dance di Londra per la Giovane Danza Oltre Manica, ancora un progetto curato da Masako Matsushita con il supporto di Paolo Paggi in collaborazione con il prestigioso conservatorio londinese dove giovani danzatori e coreografi, studenti promettenti e talentuosi, arrivano ad Hangartfest per mostrare e condividere le proprie ricerche e sperimentazioni vivendo una esperienza al di fuori del contesto formativo. Sette le proposte presentate ai tanti spettatori di Hangartfest nella serata di domenica 7 settembre. Tutti pezzi di breve durata, 6 minuti al massimo, creati durante l’anno accademico e presentati sotto forma di solo o lavori corali, dove alcuni di loro rivestono il doppio ruolo di coreografi – di se stessi o per altri – e danzatori, come previsto dal percorso di studi. Una grande varietà di forme, di concetti, di suoni, di approccio allo spazio scenico e al pubblico hanno riempito la serata e soddisfatto gli spettatori che, seppur nella riconoscibile impronta scolastica di alcuni lavori, hanno potuto apprezzare l’energia e il rigore con il quale questi giovani si dedicano alla danza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...